Non riesci a staccare la spina? Prova con la Meditazione Camminata.

Non è la coda che dimena il cane.
Ogni volta che hai la mente sovreccitata, che ti senti in preda a pensieri affannosi e non riesci a staccare la spina, pensa a questa frase: NON-È-LA-CODA-CHE-DIMENA-IL-CANE.
Noi siamo il cane e noi decidiamo quando e come muovere la coda.
Essere concretamente padroni della nostra mente è uno dei primi obiettivi da fissare se si vuole davvero vivere con più leggerezza. Non è facile, è un processo lento che necessita di volontà, costanza e pazienza ma tutti i piccoli progressi nella via possono regalare tantissimo in termini di qualità di vita.

Le pratiche per allenare la presenza e la consapevolezza sono le più disparate ma, come ormai avrai capito, io sono per la semplicità. Per cui oggi voglio parlarti di un piccolo esercizio che potrai fare ogni volta che lo vorrai per staccarti da quella vocina nella testa che a volte ti ruba tutte le energie e ti congela ai blocchi di partenza delle tue giornate.
Si tratta di una semplificazione della “Meditazione camminata”, una pratica zen cara a Buddha, che ritroviamo negli insegnamenti dello yoga, nelle pratiche sciamaniche, nelle tecniche della mindfulness e nel concetto di pellegrinaggio, dove è il cammino stesso la vera mèta.

Il succo della pratica, che accomuna tutte le varianti, è la focalizzazione dell’attenzione nel movimento del camminare che riporta la mente al presente, distogliendola dal continuo dialogo interiore. Aumentare la percezione di noi stessi, qui e ora, aiuta a frenare le continue proiezioni nel futuro e nel passato dei nostri pensieri. In sostanza, quando vuoi rasserenare la mente, inizia a camminare concentrandoti semplicemente sull’appoggio di un piede dopo l’altro a terra, sii consapevole del modo in cui vieni a contatto con la superficie che ti sostiene.
Hai il passo pesante e rigido? Decidi di essere più leggero e fluido, prova ad accarezzare la terra con il tuo andare, senti come avviene il contatto nella pianta del piede, uno dopo l’altro. Sii presente in quel contatto. Se ne hai già sentito parlare, saprai ad esempio che la tecnica mindfulness prevede di concentrarsi anche sulla parola “movimento” e poi “equilibrio” e poi sulla respirazione…. Ok, se sei già allenato va bene e si può lavorare su una tecnica più profonda ma, in caso contrario, non c’è problema. Non complichiamo perché le cose che percepiamo come complesse da mettere in atto ci allontanano e diventano un deterrente alla pratica. Per cui, non ci sono scuse, ora sai come fare per stoppare la mente anche andando dalla scrivania alla macchinetta del caffè.

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