Cos’è il Counseling e quando risulta utile

Quando dico che sono una Counselor professionista o parlo di Counseling incontro ancora molti sguardi interrogativi. È una professione relativamente nuova per l’Italia e dunque c’è bisogno di darne una definizione e spiegare quando può risultare utile nella vita di una persona.

Cos’è il Counseling

Il Counseling è un’attività professionale e relazionale che utilizza determinate competenze comunicative per aiutare la persona a trovare le risorse utili per affrontare i problemi, per prendere decisioni e realizzare se stesse, contattando ed esprimendo i propri talenti. Prevede un ciclo breve di incontri, generalmente dai 10 ai 15, che danno vita a un percorso di cambiamento e crescita personale che genera un senso di empowerment nella persona.

Il Counseling è una professione intellettuale disciplinata ai sensi della Legge 4 del 2013.

La relazione d’aiuto che si svolge tra counselor e cliente avviene su un piano di parità e collaborazione: è definita da un contratto, che permette di stabilire gli obiettivi del percorso, sollecitando il cliente a essere parte attiva, sviluppando attitudini e risorse che potenziano l’autonomia e il potere decisionale.

Ha come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita e il benessere delle persone, facendo emergere i punti di forza e la capacità di autodeterminazione dell’individuo.

Il counselor accoglie chi ha necessità di prevenire, affrontare e risolvere situazioni di difficoltà momentanea che suscitano incertezza e disorientamento, lavora per essere d’aiuto nel migliorare la situazione presente, e non ha MAI compiti legati alla riabilitazione, alla cura o alla trasformazione ricostruttiva della personalità che sono ambiti d’azione che richiedono necessariamente altre competenze specialistiche.

Significato e origine del termine Counseling

L’etimologia del termine counseling (dal verbo inglese “to counsel”) proviene dal verbo latino “consulere”, nell’accezione di “consultare, provvedere, sistemare”.

Sembra che il termine counseling sia stato usato per la prima volta agli inizi del ‘900 da alcuni operatori sociali per definire le consulenze di riorientamento professionale dei soldati al rientro dalla guerra. Il suo utilizzo attuale, riferito alla relazione d’aiuto, però si deve alla psicologia umanistico-esistenziale e in particolare a Carl Rogers e Rollo May, gli psicologi statunitensi considerati i padri del counseling.
Nello specifico, si associa la nascita ufficiale del counseling come relazione d’aiuto alla pubblicazione, nel 1951, del libro di Rogers “Terapia centrata sul cliente” che afferma il valore predominante dell’esperienza di ogni essere umano e stimola ogni individuo ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte e dei propri vissuti.

Le principali competenze e attitudini del Counselor

Secondo la definizione dell’OMS (1989), il Counselor “è una persona esperta, imparziale, non legata al cliente, addestrata all’ascolto, al supporto e alla guida”.

Le tre competenze principali che secondo la teoria rogersiana il counselor deve possedere sono: l’ascolto attivo, l’empatia e l’accettazione positiva incondizionata.

Secondo l’approccio centrato alla persona, ogni individuo sente il bisogno di autorealizzazione e possiede in sé tutte le risorse per affrontare e superare i problemi della vita. Al counselor spetta dunque il ruolo di facilitatore nel processo di scoperta di tali risorse.

Ciò che fa il Counselor è accogliere, ascoltare, rispecchiare e stimolare, aiutando a superare sfide emotive o relazionali, e favorendo il processo di autoconsapevolezza e cambiamento, in un percorso di crescita personale che conduce al benessere psico-fisico e relazionale e, dunque, a una migliore qualità della vita.

La potenza del processo trasformativo risiede nella relazione stessa che si crea tra counselor e cliente: contattando ciò che accade dentro di sé nella relazione, la persona approfondisce la conoscenza di se stesso e del proprio sentire, maturando nuove consapevolezze e visioni di se stesso e della propria capacità di autodeterminarsi.

Il counselor non ha un approccio direttivo, non si sostituisce alla persona ma la affianca in modo da far emergere le sue più personali, distintive e autentiche potenzialità.
Il counselor aiuta la persona ad assumersi la propria responsabilità personale per essere soggetto attivo e protagonista nella propria vita.

Al counselor spetta il compito di creare un ambiente accogliente, protetto e stimolante per le esplorazioni personali, in primis grazie a:

  • L’ascolto attivo. Il counselor presta attenzione al cliente nella sua globalità: ascolta le parole, il tono di voce, il respiro, osserva le espressioni e i movimenti, nota le pause e si connette empaticamente alle emozioni che si sviluppano. Non incalza con domande, non interpreta, non suggerisce, non dà soluzioni, né consola, non valuta né soppesa, bensì utilizza le tecniche di comunicazione per facilitare l’emergere nella persona delle risposte ai propri bisogni.
  • La propria congruenza e autenticità. Il counselor usa se stesso per aiutare il cliente nell’autoconoscenza, per questo egli per primo deve avere una profonda consapevolezza di sé e rimanere in relazione allo stesso tempo con se stesso e con il cliente per farsi realmente strumento della potenza trasformativa di ciò che accade nella relazione.

  • L’accettazione positiva incondizionata e il rispecchiamento empatico. Il counselor è avulso dai giudizi, ha fiducia innata nelle potenzialità del cliente e nelle sue risorse. Grazie all’empatia è in grado di comprendere i significati legati al sentire di quanto emerge nei colloqui, attraverso la comunicazione verbale e quella non verbale.
  • Le tecniche che aiutano le esplorazioni. Esistono molteplici tecniche, verbali, corporee o di altro genere, che agevolano l’espressione di ciò che fatica a emergere e che facilitano il superamento dei limiti al contatto con la propria parte più autentica. L’uso di tecniche di rilassamento, visualizzazione, espressione creativa o di quelle tipiche del counseling della Gestalt, che favoriscono l’esperienza corporea per la presa di consapevolezza del proprio sentire nel “qui e ora”, fanno parte della cassetta di attrezzi da cui, di volta in volta, il counselor attingerà per relazionarsi con la persona nel modo più efficace e rispondente alle specifiche esigenze.

Queste sono le linee guida che, in generale, contraddistinguono il counselor e che vengono poi personalizzate in base alle varie metodologie mutuate dal Counseling da diversi orientamenti teorici. Ogni  singolo professionista agisce in modo flessibile e personalizzato anche in base alle proprie attitudini e soprattutto alle esigenze uniche del cliente.

Quando e perché ricorrere al Counseling

I motivi per cui rivolgersi a un counselor possono essere i più disparati e voglio sottolineare il fatto che il counseling permette di lavorare efficacemente non solo con il singolo individuo ma anche con le coppie, le famiglie e i gruppi.

Data la particolare vocazione al rafforzamento della consapevolezza personale tramite l’auto-esplorazione attraverso tecniche comunicative di vario genere, non solo verbali ma anche corporee, il counseling è un approccio che trova un impego particolarmente efficace anche nei laboratori esperienziali dove affrontare singole tematiche con particolari modalità ed esercizi.

Il counseling è d’aiuto per:

  • definire i problemi specifici e attivare le risorse per affrontarli;
  • prendere decisioni nei momenti di crisi, superando la confusione e il disorientamento;
  • sviluppare il proprio potenziale, scoprire i propri talenti e ritrovare la motivazione, in particolare nel bisogno di ridefinirsi professionalmente;
  • migliorare la comunicazione interpersonale;
  • costruire un equilibrio vita-lavoro (work-life balance) più soddisfacente e migliorare la gestione tempo ed energie;
  • prevenire il disagio psico-sociale e il senso di solitudine che si può vivere quando non ci si sente ascoltati, compresi e accolti;
  • attuare un processo di empowerment e rafforzamento, anchein seguito a un cambiamento importante.


Si può ricorrere al Counseling quando si hanno difficoltà di adattamento rispetto a situazioni problematiche o di crisi, in caso di problemi relazionali, di perdita di lavoro o per sostenere le proprie risorse personali affrontando una malattia cronica. Si troverà sempre uno spazio di ascolto e di riflessione nel quale poter esplorare la situazione e rinforzare la propria capacità di scelta e di cambiamento.

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